Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 1 Giugno 2021 9:57

‘Ndrangheta, all’appello Geenna è il giorno delle parti civili e dei primi difensori

Nel processo di secondo grado ai cinque condannati dal Tribunale di Aosta in dibattimento ordinario si sono tenute oggi, a Torino, le discussioni di Regione, comuni di Aosta e Saint-Pierre e Libera, nonché dei legali di Prettico e Raso.

Palazzo giustizia Torino

Conclusa la requisitoria dell’accusa, il processo Geenna in Corte d’Appello, per i cinque imputati condannati nel settembre 2020 dal Tribunale di Aosta dopo il giudizio con dibattimento ordinario, è proseguito oggi, lunedì 31 maggio, al palazzo di giustizia di Torino con le discussioni delle parti civili e le prime arringhe dei primi difensori. Le indagini della Dda di Torino e dei Carabinieri del Reparto operativo avevano riguardato la creazione e la gestione di una “locale” di ‘ndrangheta ad Aosta.

A ricorrere contro la sentenza di primo grado sono stati il ristoratore Antonio Raso e i dipendenti del Casinò Nicola Prettico e Alessandro Giachino, cui i giudici aostani avevano inflitto 13 anni di carcere (al primo) e 11 anni (ad ognuno degli altri due) per associazione a delinquere di stampo mafioso, nonché l’ex consigliere regionale Marco Sorbara e il già assessore alle finanze del Comune di Saint-Pierre Monica Carcea, ritenuti colpevoli di concorso esterno nel sodalizio, con una pena di 10 anni di reclusione a testa. Il verdetto relativo a Raso era stato impugnato anche dalla Dda, rispetto ad un episodio di scambio elettorale politico-mafioso per il quale era stato assolto.

Le parti civili costituitesi nel processo sono in tutto quattro. La Regione Autonoma Valle d’Aosta (avvocato Riccardo Jans) ha chiesto la conferma del risarcimento stabilito nella prima sentenza (150mila euro in solido fra tutti gli imputati). Lo stesso hanno fatto il Comune di Saint-Pierre (avvocato Giulio Calosso), cui nel verdetto aostano erano andati 200mila euro in solido fra Carcea e Raso e 50mila euro da Prettico e Giachino, e l’associazione “Libera Valle d’Aosta” (avvocato Valentina Sandroni), a favore della quale il collegio del Tribunale aveva disposto 50mila euro in solido tra tutti i condannati. L’amministrazione comunale di Aosta (avvocato Gianni Maria Saracco) ha ribadito la richiesta danni da un milione di euro.

Le discussioni di questi legali, che hanno anche depositato memorie e conclusioni scritte, si sono susseguite fino alla tarda mattinata. Sono quindi iniziate le arringhe difensive, partendo dall’avvocato Guido Costabile, per Nicola Prettico, e passando poi – fino ad arrivare attorno alle 16.45 di oggi – agli avvocati Ascanio Donadio e Pasquale Siciliano, per Antonio Raso.

Tutti hanno sollecitato alla Corte la riforma, in senso assolutorio per i rispettivi clienti, della sentenza impugnata. I legali del ristoratore hanno anche contestato i risarcimenti dei danni alle parti civili definiti in primo grado. Alla prossima udienza, il 21 giugno, sono previste le discussioni dei difensori di Alessandro Giachino, Monica Carcea (gli avvocati Claudio Soro e Francesca Peyron) e Marco Sorbara (avvocati Raffaele Della Valle e Sandro Sorbara).

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