E’ rimasto senza identità il corpo trovato il 7 ottobre scorso da una coppia intenta a passeggiare sulla riva di un torrente. Nemmeno l’estrazione del Dna ha scaturito compatibilità con altri profili. La morte sopravvenuta per annegamento.
E’ la valutazione della Suprema Corte che ha fatto scattare, per la libera professionista accusata di associazione di tipo mafioso, la custodia cautelare in carcere. Per i giudici, assenti “segnali univoci che attestino una rescissione dal contesto associativo”.
Con un’ordinanza dello scorso agosto, il Sindaco aveva vietato la sosta agli autocaravan, dalle 22 alle 6, al di fuori delle aree attrezzate. L’atto è stato impugnato dall’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti e i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso.
In entrambi i casi, l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Courmayeur ha evitato conseguenze peggiori. Le cause, secondo le prime valutazioni, sono attribuibili allo smaltimento di ceneri non sufficientemente raffreddate.
Sul posto diverse unità dei vigili del fuoco professionisti e volontari, oltre al corpo forestale della Valle d'Aosta con Nucleo Antincendio Boschivo e con personale della stazione di Etroubles.
Il fabbricato, da destinare a discoteca, è finito nelle carte dell'inchiesta Alibante della Dda di Catanzaro che vede indagati gli avvocati Maria Rita Bagalà e Andrea Gino Giunti.
Rovesciando la sentenza di primo grado, i giudici della Corte d’Appello di Torino hanno scagionato “perché il fatto non sussiste” l’imputato dall’accusa di abuso d’ufficio. Il verdetto di assoluzione interrompe la sospensione scattata dopo la condanna iniziale.
Gli agenti della stazione di Aosta sono intervenuti negli scorsi giorni, assieme al veterinario convenzionato, su segnalazione di una familiare del proprietario, risultato impossibilitato ad occuparsi oltre dell’animale.
Sono sei i sottufficiali in servizio in vari reparti dell’Arma nella regione che, negli scorsi giorni, hanno ricevuto la nomina. Le promozioni in una cerimonia al Comando del Gruppo Aosta.
L’uomo, di 54 anni, residente in Valle d'Aosta stava facendo manutenzione in una Spa di una struttura ricettiva.Viste le sue condizioni viene trasferito in una struttura specializzata per il trattamento in camera iperbarica.
Un piccolo focolaio è ripreso nella parte alta della zona coinvolta a circa 1700 metri di altitudine. Sul posto operano i Vigili del fuoco volontari. Richiesto l'intervento dell'elicottero.
Il sorvolo in elicottero e il sopralluogo via terra portati avanti dal Soccorso Alpino Valdostano hanno permesso di escludere il coinvolgimento di persone.
L’udienza nei confronti del 33enne si è tenuta nella mattinata di ieri, venerdì 4 febbraio, al Tribunale di Aosta. All'uomo sono stati inflitti un anno e tre mesi di carcere. I fatti dall’estate dello scorso anno.
Dagli accertamenti non sono emerse responsabilità a carico di terzi. Nell’incidente erano stati travolti da una lastra di cemento l’impresario Sandro Pepellin, 70 anni, e l’operaio Velio Dal Dosso, 51, deceduti in ospedale.