I primi quattro sono rientrati autonomamente, ieri, con un'auto. Il francese ha proseguito da solo ed ha pernottato al bivacco Regondi, ignaro dell'allarme lanciato dalla famiglia.
E’ accaduto nella mattinata di oggi, domenica 16 maggio, sulla Statale 26, in corrispondenza di un incrocio, poco distante dal comune di Carema. Per gli occupanti dei mezzi non c’è stato bisogno di soccorso sanitario.
L’incidente, sul versante nord-ovest della montagna, in territorio elvetico, si è verificato nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 14 maggio, a 3.600 metri di altitudine. La vittima era domiciliata nel cantone di Zurigo.
L’uomo, un cittadino tunisino di 43 anni, era su un autobus assieme ad altri 24 viaggiatori. La Polizia stradale, attraverso i controlli documentali dei passeggeri, ha appurato anche irregolarità a carico di tre pakistani.
L’intervento del Soccorso Alpino Valdostano e dei Vigili del fuoco è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, sabato 15 maggio, nella zona del Gran San Bernardo, ai 2.650 metri del Fourchon. Tutti illesi i coinvolti.
Due anni e quattro mesi di carcere (ed 800 euro di multa) sono stati inflitti a Roberto Bongiovanni, aostano di 62 anni, già addetto alla “conta” delle somme. L’ammanco accertato dalla ditta in cui lavorava era di 109mila euro.
La Sezione di Controllo rimprovera la Regione per 84 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato per salute, sostegno al lavoro e all'economia e non impiegati nel 2020. Da piazza Deffeyes la replica a stretto giro: "La somma non è interamente a disposizione, è un acconto sulle minori entrate nel triennio 2020-2022".
In quasi due ore e mezza dinanzi agli inquirenti, l’uomo in carcere per la morte della 32enne di origini romene è entrato nei minimi dettagli dell’accaduto. Un racconto che ruota attorno all’attività di escort della vittima.
Raffaele Salvemini, accusato di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio, è comparso ieri dinanzi al Gip del Tribunale, che ne ha convalidato il fermo. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice.
La Procura, che ha aperto un fascicolo sull’evento tenutosi ad Aosta lo scorso 24 aprile, le contesta il rifiuto di fornire le generalità, l’oltraggio e la minaccia a pubblico ufficiale. Denunciato anche il promotore dell’iniziativa, Luca Vesan.
Personale, amministratori e utenti sono stati evacuati in piazza Deffeyes, fino alla conclusione dell’intervento dei Vigili del fuoco che hanno accertato essersi trattato di un problema elettrico all’impianto di ventilazione del salone.
All'udienza di oggi, lunedì 10 maggio, il principale imputato del processo su episodi corruttivi nella Valtournenche, secondo il suo difensore, ha “chiarito bene la sua posizione, spiegando tutte le procedure osservate dal punto di vista amministrativo”.
E’ successo alle 22 di sabato scorso, 8 maggio. L’appuntamento era stato annunciato su Facebook dal “Comitato valdostano per la tutela dei Diritti Umani e Costituzionali” e all'appuntamento c’erano anche le forze dell’ordine.
L’uomo è stato fermato nella serata di sabato scorso, 8 maggio, nell’ambito di un controllo del territorio del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza. La droga era sull’auto a bordo della quale l’arrestato viaggiava.
Nell’interrogatorio di garanzia, la penalista residente ad Aosta, accusata di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, ha confermato la scelta ventilata alla vigilia. Il suo difensore: “ad oggi non abbiamo contezza degli atti processuali”.