Con il Dl sui debiti fuori bilancio, approvato questa mattina dal Consiglio Valle, si rimettono in circolo con una serie di emendamenti 11 milioni di euro, soldi in parte non utilizzati nell'ambito delle misure anticrisi.
Nessuna apertura in vista per il prossimo Dpcm, che sostituisce l'attuale. "Il 25, il 26 dicembre ed il 1° gennaio vanno limitati anche gli spostamenti tra i comuni”, ha spiegato in Senato il Ministro alla Salute. E ha aggiunto: "Bisognerà evitare potenziali assembramenti nei luoghi legati in modo particolare alle attività sciistiche".
Adu VdA si dice contrario alla proposta di legge e pronto a sostenere le "forze politiche contrarie a questa deriva". Fra cui si conta Progetto Civico Progressista, che ieri dopo l'astensione in Commissione, si è scagliato sui social contro l'articolato.
"La campagna di screening è da fare perché è fuori di ogni dubbio la sua utilità e potrà riaccendere la nostra economia e il nostro turismo. Ci spiacerebbe dover far tornare a Roma 60mila tamponi rapidi" sottolinea il coordinatore di Av Chatrian.
Nonostante l'arrivo dei 60mila test, assegnati dal Commissario straordinario Arcuri, il presidente della Regione spiega in serata come "al momento non è stata presa nessuna decisione" sullo screening da parte del Governo regionale."Ci è stato consegnato un progetto tecnico e nei prossimi giorni verrà valutato dall’Unità di coordinamento dell’emergenza e dal Governo regionale".
Sul testo si sono astenuti in commissione i due consiglieri di progetto civico progressista. “Questa sera ci vedremo come gruppo per decidere la posizione da tenere in aula e eventuali emendamenti da presentare” spiega Erika Guichardaz, presidente della V Commissione.
Sul progetto presentato da Alliance Valdotaine e poi ridefinito dalla Protezione civile è arrivato oggi il via libera della maggioranza regionale. L'iniziativa potrà inoltre contare sull'invio, gratuito, di 60mila tamponi antigenici rapidi, promessi dal Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri.
Con la riapertura degli impianti da sci la spesa complessiva si aggira intorno ai 4,6 milioni di euro in vent’anni. Costi troppo alti per l'amministrazione. In Consiglio, un'interpellanza sul futuro del Col de Joux.
E' quanto chiedono gli Assessori delle regioni alpine. Richiesta che verrà anche oggi ribadita dal Presidente della Regione Lavevaz e dall'Assessore agli impianti a fune Luigi Bertschy nella conferenza delle regioni.
In totale sono state 1426 le persone che si sono presentate al Drive-In dell'Espace Aosta, pari al 65% del campione. Le persone risultate positive sono 48, pari al 3,2% circa. "Un dato che non è tranquillizzante e dimostra che nella scuola ci vogliono tutte le accortezze necessarie".
Durante la conferenza stampa del Governo regionale, Lavevaz ha ricondotto il permanere della Valle d'Aosta in zona rossa ad una diversa interpretazione fra Aosta e Roma sull'ultimo Dpcm.
Per seguire il dialogo, che avviene in italiano sulla piattaforma Zoom, occorre registrarsi tramite e-mail all’indirizzo mailto:ufficiostampa@rom.diplo.de, entro il 2 dicembre prossimo, così da ricevere il link per il collegamento.
In attesa che si chiarisca la dinamica delle decisioni prese dal Governo nazionale, "che a oggi pare poco chiara", il Coordinamento di RC chiede "che si accelerino tutte le azioni politiche necessarie a dare sostegno alle imprese, alle partite IVA, ai lavoratori e alle famiglie colpite dalla crisi".
La proposta formulata al Governo Conte, per evitare gli assembramenti nelle località turistiche prevede di "concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico".