L’Azienda Usl della Valle d’Aosta ha nominato la dottoressa Bruna Catuzzo, specialista in Cardiologia, responsabile della Struttura semplice dipartimentale Day Hospital Multidisciplinare, cui afferisce anche il progetto Dama (Disabled Advanced Medical Assistance), dedicato alla presa in carico delle persone con disabilità e bisogni assistenziali complessi.
Catuzzo succede alla dottoressa Cinzia Gianonatti, andata in pensione, che ha guidato la struttura fin dalla sua istituzione “contribuendo in maniera determinante alla nascita e allo sviluppo del progetto Dama in Valle d’Aosta”, dice l’Usl.
Il Day Hospital Multidisciplinare – spiega ancora l’Azienda – è una struttura organizzativa che concentra in una singola giornata visite specialistiche, esami diagnostici complessi e terapie. Evitando il pernottamento, permette al paziente di tornare a casa la sera, riducendo i disagi e favorendo una più rapida ripresa delle proprie abitudini. All’interno della struttura si sviluppa il progetto Dama, nato per garantire alle persone con disabilità intellettiva, relazionale, neuromotoria o con particolari fragilità un accesso alle cure più semplice, sicuro e appropriato.
Grazie a un’équipe multidisciplinare e a percorsi costruiti sulle esigenze della singola persona, il progetto favorisce una presa in carico globale – prosegue l’Usl –, riduce le criticità organizzative e rende l’esperienza ospedaliera più serena sia per i pazienti sia per le loro famiglie. Nell’ultimo anno il Day Hospital Multidisciplinare ha preso in carico circa 3.000 pazienti, 50 nel percorso Dama.
“Le persone, gli anziani soprattutto, raccontano lunghe storie di esami, visite e consulti vari. Per queste persone è necessario un momento di snodo in cui si prende in mano tutta la storia, si fa sintesi e si decide – spiega il direttore sanitario Usl Mauro Occhi –. Questo snodo è il Day hospital multidisciplinare, un principio di modernità applicato all’organizzazione: Day hospital multidisciplinare, infatti, significa risolvere in una sola giornata lo snodo cruciale del percorso di una persona. Cioè alternare i professionisti attorno al paziente e non rimbalzare qua e là le persone in un va e vieni tra prescrittore e specialisti”.
“Ci ha lavorato per anni la dottoressa Gianonatti, che ringraziamo per l’eredità di sapienza e di umanità che ci ha lasciato – aggiunge Occhi –. Subentra ora la dottoressa Catuzzo, che ringraziamo per aver accettato l’incarico e a cui chiederemo di far crescere ancora di più il servizio. Il Day hospital multidisciplinare è anche il luogo dove è stato proposto e dove è operativo il progetto Dama, progetto che studia percorsi ‘sartoriali’ per le persone con disabilità. Il modello funziona e dall’ospedale speriamo di poterlo importare con successo anche nelle quattro case di comunità”.
L’assessore alla Sanità Carlo Marzi aggiunge: “Il progetto Dama rappresenta una delle esperienze più significative della sanità valdostana in tema di inclusione e personalizzazione dell’assistenza che abbiamo fortemente voluto insieme all’Azienda Usl, alle associazioni, ai caregiver e alle persone con disabilità. Garantire il diritto alla salute significa anche saper adattare l’organizzazione dei servizi ai bisogni di tutte le persone, affinché nessuno incontri ostacoli nell’accesso alle cure. Ringrazio la dottoressa Gianonatti per il lavoro svolto e rivolgo alla dottoressa Catuzzo i migliori auguri per questo nuovo incarico, certo che saprà proseguire il percorso di crescita e sviluppo di questo importante servizio”.
“Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e con la consapevolezza del valore del lavoro costruito in questi anni – dice Catuzzo –. Il mio impegno sarà quello di consolidare ulteriormente la collaborazione tra tutte le professionalità coinvolte, continuando a migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari e la qualità della presa in carico delle persone con disabilità e dei pazienti con bisogni assistenziali complessi”.
Per accedere al progetto Dama è possibile rivolgersi al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta, agli specialisti dell’Usl o ai servizi territoriali, che possono attivare il percorso di presa in carico in relazione ai bisogni della persona.
Per favorire una maggiore conoscenza del servizio, nei prossimi mesi l’Azienda sanitaria realizzerà inoltre specifiche iniziative di comunicazione rivolte ai cittadini, alle famiglie, ai caregiver e agli operatori sanitari, con l’obiettivo di diffondere le opportunità offerte dal progetto Dama.

