Sport di Orlando Bonserio |

Ultima modifica: 1 Maggio 2021 14:56

Sono 767 gli iscritti al Tor des Géants, 65 al Tor des Glaciers

Courmayeur - Chiuse le iscrizioni alle due gare più lunghe del TOR X, con numeri prevedibilmente lontani da quelli degli anni passati. Intanto, è stato presentato il manifesto della gara e sono state definite dalla task force le linee guida per lo svolgimento del Tor des Glaciers.

Luca Papi, primo Tor des GlaciersLuca Papi, primo Tor des Glaciers

Si sono chiuse alle 18 di ieri, venerdì 30 aprile, le iscrizioni a Tor des Géants e Tor des Glaciers. L’incertezza della situazione, così come le difficoltà ad allenarsi, hanno fatto sì che i numeri siano prevedibilmente lontani rispetto agli anni passati ed al limite massimo prefissato da VDA Trailers: dei 1100 del Tor des Géants, si sono iscritti in 767 (di cui 195 erano stati quelli che avevano sfruttato la “corsia preferenziale” data dall’annullamento della passata edizione) con 48 nazioni rappresentate, a cui andranno aggiunti i pettorali solidali ed ambientali ancora in vendita e le wild card. Ancora più bassa la percentuale per il Tor des Glaciers, dove ai 42 preiscritti se ne sono aggiunti appena 23 (con 24  nazioni rappresentate), per un totale di 65 su un massimo di 200 posti. Tra gli iscritti anche Luca Papi, vincitore nel 2019. Sold out il Passage au Malatrà, restano circa 200 posti liberi per il Tot Dret, con le iscrizioni che si chiuderanno il 31 maggio.

Definite dalla task force le linee guida per lo svolgimento del Tor des Glaciers

Emergono intanto le linee guida approntate dalla task force di VDA Trailers per lo svolgimento in sicurezza del Tor des Glaciers, in aggiunta ai protocolli già in vigore per rifugi, locali pubblici, trasporti ed eventi sportivi: date le sue caratteristiche ed il basso numero di partecipanti, la gara più lunga del TOR X riduce di gran lunga la possibilità di assembramenti.

Così, oltre all’obbligo di utilizzo della mascherina, di distanziamento tra persone, igienizzazione delle mani e misurazione della temperatura, vengono regolati anche i momenti chiave della corsa, dalla consegna dei pettorali (con accesso regolamentato) alla partenza (l’area verrà ampliata e la mascherina sarà obbligatoria fino a 500 metri dopo il via, con un servizio di controllo anti-assembramento del pubblico). I rifugi applicheranno i protocolli già in vigore, mentre nelle basi vita verranno aumentati gli spazi adibiti al riposo ed allestite zone per l’incontro con gli accompagnatori; ai ristori, alimenti e bevande verranno tassativamente serviti dai volontari, ma sarà vietato l’accesso al pubblico. Tutte le persone del TOR (concorrenti, volontari, collaboratori) saranno dotate di braccialetto per una corretta tracciatura, e cambia il sistema di rilevamento dei tempi: dalla firma sul registro del rifugio si passa al chip.

Presentato il manifesto del TOR X ad opera di Francesco Bongiorni

Il manifesto del TOR X porta la firma dell’illustratore Francesco Bongiorni, che collabora con realtà internazionali come The New York Times, Football Club Inter Milano, Air France, The Guardian, Washington Post, The Wall Street Journal e la Johns Hopkins University.

“Nel manifesto viene rappresentato quell’attimo in cui una cima viene raggiunta e si assapora il senso di fatica, ma al contempo di grandezza per l’impresa compiuta”, si legge nella nota di accompagnamento. “Il personaggio della locandina ammira e contempla il paesaggio che gli si presenta di fronte, che lo circonda e lo invita a confrontarsi con se stesso e con l’immensità della natura”.

Manifesto TOR X
Manifesto TOR X

Bongiorni spiega: “Quando penso alla Valle d’Aosta mi sento a casa. Ho trascorso le mie vacanze, estive e invernali, in questa regione fin da bambino e ovunque mi trovi nel mondo so che il mio luogo del cuore è in questa regione. Grazie alla mia professione posso viaggiare costantemente con l’immaginazione ed esprimere il mio linguaggio, sintetico e diretto. In ogni lavoro che realizzo metto tutta la mia energia e la mia arte, ma con TOR X è stato diverso: è stata una questione emozionale e affettiva per le montagne della Valle d’Aosta”.

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