Molto sole e poco vento, a gennaio si alzano i valori delle polveri sottili

In questo mese – spiega Arpa VdA -, per otto giorni a Pont-Saint-Martin e uno ad Aosta è stato superato il limite giornaliero di Pm10 di 50 µg/m³. Dalla serata di ieri, 27 gennaio, il Föhn ha però iniziato a “ripulire” l’aria della regione, con una riduzione degli inquinanti.
I cambiamenti climatici? Necessario prepararsi alla difesa ma anche all’adattamento

Il dato è emerso durante la presentazione di due studi condotti da Arpa, Fondazione CIMA, Fondazione Montagna Sicura e dal Dipartimento Ambiente della Regione. In prospettiva futura, si vedrà una Valle d’Aosta divisa in due per le precipitazioni, mentre preoccupano i ghiacciai: ogni anno sparisce l’equivalente del centro di Aosta.
“Alla scoperta di Arpa”, l’ultima puntata dedicata all’”acqua sotto i nostri piedi”

Ospiti della puntata saranno Pietro Capodaglio e Alessandra Romani moderati dal giornalista Christian Diemoz.
Torna la campagna Arpa “Che aria respiri?”

Inizialmente dedicata alle Associazioni di tutela della Salute e dell’Ambiente, la campagna torna a rivolgersi ai cittadini, invitati ad utilizzare gli Airbeam 2 dal 15 novembre al 15 dicembre per “carpire” la qualità dell’aria che si respira ogni giorno.
Anche in Valle d’Aosta le particelle inquinanti influenzano il clima

A dimostrarlo uno studio condotto da Gabriele Fasano e Henri Diémoz di Arpa Valle d’Aosta. La presenza di particelle inquinanti – il particolato atmosferico – può causare un surriscaldamento dell’atmosfera che in alcuni casi è pari o superiore a 1° C.
Uno studio, che ha coinvolto anche Arpa, scopre i fattori principali del comportamento degli ecosistemi

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Nature”, ha identificato tre fattori chiave del comportamento degli ecosistemi: la massima capacità di assimilare CO2 dall’atmosfera attraverso la fotosintesi, l’efficienza d’uso dell’acqua, e quella del carbonio per produrre biomassa.
I cambiamenti climatici e le montagne più verdi, uno studio Arpa cerca di far luce sul fenomeno

La maggior parte degli ecosistemi sopra il limite della foresta – scrive Arpa in una nota – ha mostrato negli ultimi 20 anni una forte tendenza al rinverdimento, soprattutto in alcune aree delle Alpi, i cosiddetti “greening hotspots”. A livello regionale il fenomeno è particolarmente forte nella zona dell’alta valle.
Qualità dell’aria in Valle d’Aosta: l’Arpa racconta l’impatto della pandemia attraverso uno studio

Che aria respiriamo, com’è cambiata la situazione durante i periodi di chiusura e qual è l’impatto delle diverse sorgenti emissive che hanno un’influenza maggiore sull’aria che respiriamo. Queste sono le domande alle quali il nuovo studio condotto da Arpa Valle d’Aosta ha cercato una risposta.
Arpa Valle d’Aosta collabora al progetto TraceRadon

L’iniziativa riunisce diversi ambiti – atmosfera, cambiamenti climatici e radiazione ambientale – sotto il “cappello” dell’Associazione Europea degli Istituti Nazionali di Metrologia. L’obiettivo è quello di raggiungere misure affidabili di basse concentrazioni di radon atmosferico e dal suolo.
Nel 2020 la qualità dell’aria valdostana è stata ottima. L’unica criticità arriva dall’ozono

L’anno pandemico – scrive l’Arpa – non ha visto scendere i livelli la polveri sottili, mentre NO2, benzo(a)pirene e metalli pesanti sono rimasti sempre sotto soglia. Diverso il discorso per l’ozono, il cui valore obiettivo è stato superato in tutti i siti di rilevamento.
“Che aria respiri?”, Arpa lancia una campagna a misura di cittadino

Dopo l’iniziativa del settembre 2020, Arpa ripropone la campagna estendendola però a tutti i cittadini attraverso l’impiego degli “Airbeam”, microsensori portatili di polveri fini che saranno utilizzati dai partecipanti per due settimane, dal 7 al 21 giugno.
Ambiente, secondo Arpa le acque sotterranee della piana di Aosta sono di scarsa qualità

A renderlo noto, nel suo monitoraggio, è l’Agenzia stessa. Nessun problema a livello quantitativo, a livello qualitativo è stata invece riscontrata una contaminazione da CromoVI che non riguarda però la zona urbana di Aosta e i pozzi ad uso idropotabile comunali.
Ambiente, al via al Villair di Quart un anno di monitoraggio della qualità dell’aria

Il Comune ha avviato, assieme ad Arpa, una campagna di misurazione della qualità dell’aria attraverso il laboratorio mobile. La zona è stata scelta per la sua lontananza dalle principali vie di traffico e dall’industria, ma anche per studiare le fonti emissive diffuse tipiche di un abitato suburbano.
Pandemia, lockdown e qualità dell’aria. Ad Aosta crolla il biossido di azoto, crescono le polveri sottili

L’Arpa ha infatti pubblicato il suo primo bilancio della Qualità dell’Aria di Aosta per il 2020. Complice la riduzione del traffico il biossido di azoto cala del 20% rispetto allo scorso anno. Diverso per il Pm10, che tra le sue fonti ha il riscaldamento domestico il cui uso è aumentato causa smart working e didattica a distanza.
Arpa ha rilevato tracce di SARS-CoV-2 nel 75% dei campioni acque reflue analizzati in estate

In oltre 30 campioni su 40 – raccolti nel depuratore di Valtournenche, La Salle e Brissogne – Arpa ha rilevato tracce di RNA virale. L’Agenzia specifica che però “Non corrisponde a rilevare virus vitale e infettivo” ma che le persone hanno “‘incontrato’ le particelle virali e le stanno eliminando tramite le loro deiezioni”.
Uno studio dell’Arpa evidenzia possibili rapporti tra raggi UV e Covid-19

Nello studio coordinato dal ricercatore Henri Diémoz emerge che minore è la radiazione UV e maggiore il numero di persone infette o decedute rispetto alla popolazione.