È l’ipotesi di reato formulata rispetto alla morte del 59enne lombardo Alfredo Buda, a bordo dell’elicottero Robinson R44 precipitato al suolo domenica scorsa, 25 ottobre, a circa 3mila metri di altitudine, sopra il comprensorio di Cervinia.
Doveva essere lo “strumento in più contro l’epidemia” da Covid-19, eppure tanti sono i valdostani che raccontano di non aver mai ricevuto notifiche sui loro smartphone. Paradossale, in una regione dall’Rt superiore a 2. Ci siamo chiesti perché.
Si tratta di un uomo di 62 anni e di una donna di 61, entrambi residenti in Valle. L'incidente in località Teppe, poco prima delle 14 di oggi, martedì 27 ottobre.
È successo nel pomeriggio di ieri, lunedì 26 ottobre, a Sarre. Stamane, il cittadino extracomunitario finito in manette è stato giudicato in Tribunale: 8 mesi di reclusione.
I finanzieri del Sagf del Breuil, raggiunto questa notte il relitto del Robinson R44 hanno realizzato documentazione fotografica: al colle di Cime Bianche nevica e non sarà possibile un sopralluogo per alcuni giorni. Inchiesta anche dall'Agenzia Sicurezza del Volo.
A bordo c'erano due persone, entrambe del bresciano. Il dirigente d'azienda Alfredo Buda ha perso la vita nello schianto, mentre Giorgio Oliva è stato portato all'ospedale di Berna (Svizzera) in gravi condizioni di ipotermia.
Il velivolo ha trasmesso attraverso il dispositivo ELT a bordo, in grado di attivarsi anche automaticamente, a seguito di urti. In corso un sorvolo da parte di “Air Zermatt” ed è anche partita una squadra di tecnici del soccorso in motoslitta.
E' l'organo citato in quasi tutti gli atti del Presidente della Regione sulla risposta al nuovo Coronavirus. Abbiamo provato a capire su che basi sia stato attivato e a chiederne alla Regione, con accesso civico, i verbali. Storia di un "viaggio" dalle tante domande e poche risposte.
Il Gip Colazingari ha accolto la richiesta della Procura per il 36enne colombiano accusato di tentato omicidio per aver ferito, lunedì scorso, il nuovo compagno della sua ex moglie.
Comparso oggi in Tribunale per l’udienza di convalida, l’uomo residente a Busto Arsizio, di origini colombiane, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Rimangono gravi le condizioni della vittima, un 55enne svizzero.
Un ampio capitolo della sentenza del processo “Geenna” dinanzi al Gup di Torino Alessandra Danieli è dedicato all’infiltrazione delle istituzioni valdostane, attuata dai condannati - si legge - per ottenere “utilità e vantaggi illeciti”.
I giudici del Tribunale di Aosta hanno respinto l'istanza della difesa dell'ex consigliere regionale, arrestato il 23 gennaio 2019 nell'ambito dell'operazione "Geenna" e condannato lo scorso 16 settembre a 10 anni di carcere.
Le manette sono scattate dopo che l’aggressore era stato bloccato, in mattinata, in flagranza di reato a Saint-Christophe. Sentiti, dalla Polizia, vari testimoni. Restano gravi le condizioni della vittima, un 55enne svizzero.
Il monitoraggio della Fondazione Montagna Sicura ha fatto registrare un crollo della parte instabile del seracco di circa 15.000 m³ nella notte tra sabato e domenica. Resta in vigore l’ordinanza di divieto di accesso e transito al sentiero e all’area sottostante.