La vittima stava scendendo dalla vetta, assieme ad un compagno: i due non erano legati. L’incidente, sul versante svizzero della montagna, è avvenuto a 4.003 metri, subito dopo aver lasciato il rifugio Solvay.
Gli avvocati Pasquale Siciliano e Ascanio Donadio hanno ribadito nell'udienza di ieri, giovedì 10 settembre, che il ristoratore è “una brava persona”: “Se poi qualcuno, tra coloro che frequentavano il suo ristorante, se ne sia dimenticato, è un altro discorso”.
Intervista all’avvocato Corrado Bellora, co-difensore del consigliere regionale sospeso accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nel processo “Geenna”, in corso al Tribunale di Aosta. “Non è emersa alcuna prova” del reato contestato.
La prima arringa dell’udienza è stata quella dell’avvocato Raffaele Della Valle, del team difensivo del consigliere regionale sospeso, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La tesi: “Raso non ha mai sostenuto Sorbara alle comunali del 2015”.
La pena più alta sollecitata per il ristoratore Antonio Raso: 16 anni di reclusione. 12 anni chiesti per Nicola Prettico e 10 per Alessandro Giachino. Per Marco Sorbara e Monica Carcea, i pm della Dda di Torino hanno invocato 10 anni ognuno.
Il sostituto procuratore, 34 anni, era arrivato ad Aosta nel novembre 2015, quale prima nomina dopo l’ingresso in magistratura. In via Ollietti era addetto al dipartimento indagini sulla persona e la comunità familiare.
Iniziata la requisitoria dell’accusa. In aula, oltre al pm Castellani, anche il collega Valerio Longi ed il procuratore capo di Torino Anna Maria Loreto. All’arrivo degli imputati, Sorbara salutato dagli applausi di un gruppo di parenti e amici.
Piazza Deffeyes parla di “nuove graduatorie definitive” che saranno “disponibili in serata”. Alla base della revisione, una “criticità informatica” che “ha generato un mancato aggiornamento automatico dei dati inseriti”.
Chiuso, nell’ultima udienza a luglio, l’esame degli imputati, si aprirà la discussione. Spazio quindi alla requisitoria del pubblico ministero, alle richieste delle parti civili e alle arringhe dei difensori. Sentenza attesa il 17 settembre.
48 anni, l’ufficiale proviene dall’accademia di Bergamo. L’avvicendamento con il generale di brigata Raffaele Ditroia è previsto domani, mercoledì 9 settembre, durante una cerimonia in programma in mattinata alla caserma “Luboz” di Aosta.
Si tratta del presidente della cooperativa Forza e Luce di Aosta e di un consigliere di amministrazione della “Api SpA” di Rozzano, ditta per cui era al lavoro il 46enne lombardo Luigi Claudio Campi, morto cadendo nella vasca di una centrale idroelettrica.
La società di gestione della Casa da gioco ha chiesto un “termine”, dopo il deposito di una nuova istanza fallimentare, da parte degli avvocati di due ditte creditrici: Valcolor Srl e De Vere Concept Srl.
Nel primo caso l’uomo, un algerino di 38 anni, stava trasportando altre due persone, una delle quali irregolare. Il secondo arrestato è invece un 39enne pakistano che trasportava tre connazionali, due dei quali irregolari. L’Autorità Giudiziaria ha disposto il giudizio con rito direttissimo per domani, martedì 8 settembre.
L'incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 5 settembre, sulla statale 26, nel comune di Châtillon. Nell'urto, il centauro – residente in Valle d'Aosta – è stato sbalzato sull'asfalto, lontano dal punto dell'impatto.
Gli avvocati Maria Chiara Marchetti , Andrea Bettini, Filippo Pastorini, Francesco Cremonte dello studio Bettini Formigaro Pericu di Milano, hanno depositato ieri l'istanza per conto delle società Valcor srl e De Vere Concept srl.
A quanto si apprende, la vittima, un 46enne della provincia di Monza-Brianza, è caduta nella vasca di carico e scarico dell'impianto, durante alcune operazioni di manutenzione.