Nelle 920 pagine dell’ordinanza che ha disposto le misure cautelari a carico di organizzatori, promotori e fiancheggiatori della “locale” valdostana, testimoniati anche episodi di pressione con dinamiche tipiche del crimine organizzato.
Per raggiungere l’obiettivo la compagine 'ndranghetista insediatasi in Valle d’Aosta si mette al lavoro con due anni di anticipo, rispetto all’appuntamento delle regionali 2018.
Nelle 920 pagine dell’ordinanza della misura cautelare si parla e si ascoltano diffusamente le intercettazioni che hanno portato al fermo di Sorbara, Prettico e Raso tra giochi di “pacchetti” di voti e appelli all’unità dei “calabresi”.
In un'intercettazione Tonino Raso riferisce “di essere entrato nella massoneria allo scopo di poter contare su una rete di relazioni e conoscenze da utilizzare per aumentare il proprio peso e la propria autorevolezza in seno alla comunità calabrese residente in Valle d'Aosta”.
Nelle 920 pagine dell’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare sono lunghi e articolati i passaggi in cui gli inquirenti raccontano il controllo del territorio esercitato dalla compagine ndranghetista insediatasi in Valle d'Aosta “attraverso l'inserimento e la partecipazione alla politica locale".
Sono in tutto 16 le persone fermate nell’ambito dell'operazione Geenna della Dda di Torino e dei Carabinieri contro la 'ndrangheta in Valle d’Aosta. Di questi otto sono stati presi in Valle d’Aosta, quattro in Piemonte, due in Calabria e due erano già detenuti
Si tratta di due 19enni di Montjovet. La Fiat 500 su cui viaggiavano, dopo un tamponamento, è uscita di strada, coricandosi su un fianco. Fortunatamente, le giovani sono riuscite ad uscire dall’abitacolo, illese.
Le immagini dell’operazione anti 'ndrangheta dei Carabinieri del Gruppo Aosta e del Raggruppamento Operativo Speciale in corso dalle prime ore di mercoledì 23 gennaio anche in Valle d'Aosta.
"L'affiliazione alla massoneria di alcuni dei partecipanti del locale di Aosta rappresenta un ulteriore elemento di collegamento con esponenti che ricoprono ruoli di rilievo nel settore economico, imprenditoriale e politico" scrivono gli inquirenti.
Emanuele Caminada, colonnello del gruppo Aosta dei Carabinieri nel rispondere alle domande tocca alcuni punti salienti dell'indagine che ha portato svariati arresti in Valle tra cui Marco Sorbara, Monica Carcea e Nicola Prettico.
Secondo gli inquirenti Antonio Raso, il titolare de "La Rotonda tra gli arrestati nell'operazione anti-'Ndrangheta, ha proposto l’appoggio del locale anche all’attuale Sindaco di Aosta Centoz. Sindaco che però si è rifiutato: "Non ricordo il caso - spiega - probabilmente ho intuito qualcosa che non mi convinceva e ho risposto di ‘no’”.
Come sottolineato dal Sostituto procuratore Anna Maria Loreto, l'organizzazione valdostana "vanta un rapporto significativo con esponenti del mondo politico, che devono in parte la loro elezione al contributo fornito dalla locale". In cambio i politici "sono disponibili a dare all'organizzazione vantaggi derivanti dall'attività amministrativa".
Oltre ai nomi già anticipati questa mattina sono emersi anche quelli di Marco Di Donato in qualità di capo del “sodalizio locale”, mentre Bruno Nirta e Antonio “Tonino” Raso, titolare del ristorante pizzeria “La Rotonda” di Viale Partigiani, erano i promotori e gli organizzatori di un’attività “associativa di tipo mafioso”.
I due uomini sono stati recuperati questa notte attorno alle 23.45 da un elicottero di Air Zermatt abilitato al volo notturno, e sono in buone condizioni. Nella stessa cascata, ieri, erano stati soccorsi due inglesi. È il quinto intervento per salvare ghiacciatori in dieci giorni.
Carcea, 45 anni, nata a Nova Milanese (MI), è stata eletta assessore il 10 maggio 2015, così come anche Nicola Prettico, 39 anni, dipendente del Casinò di Saint-Vincent, eletto consigliere nello stesso anno.
Secondo l'Agenzia Ansa è stato arrestato questa mattina nell'ambito di un’operazione anti'ndrangheta condotta dai Carabinieri del Gruppo Aosta e del Raggruppamento Operativo Speciale.