Il "Gruppo di lavoro politico", dopo giorni di stallo, porta in votazione i due articoli modificati e riammessi in ordine del giorno. Per il bonus una tantum ai sanitari viene aggiunto un milione di euro. 11 milioni in meno per gli Enti locali, con i soldi ai Comuni che da 300mila passano a 150mila.
A spiegarlo è la consigliera di Adu VdA Daria Pulz, che ha presentato un emendamento al ddl 60 assieme alla collega di Rete Civica Chiara Minelli, per l'aumento delle risorse destinate alle misure di prevenzione della violenza domestica e di presa in carico delle donne maltrattate.
"Abbiamo accolto l'invito al dialogo - spiegano i coordinamenti regionali dei due movimenti -, dichiariamo con forza che il nostro voto non è in alcun modo in vendita".
Il "Bonus Covid" dovrebbe tornare in discussione senza grossi stravolgimenti. La quadra si è cercata sui finanziamenti agli Enti locali, con le risorse a disposizione per ogni Comune che scenderebbe così dai 300mila euro previsti alla metà, 150mila.
La seduta riparte in pomeridiana, solo per annunciare il nuovo stop. I movimenti si rinchiudono nuovamente per trovare una soluzione dallo "stallo messicano" di ieri, quando sono saltati il "Bonus Covid" ai sanitari e le risorse agli Enti locali.
A tenere banco, però, è lo "storico" di quanto avvenuto in questi 5 anni. Il Sindaco Centoz difende l'operato della sua Amministrazione. L'opposizione, sugli scudi, boccia la gestione del Comune e critica i ritardi nei pagamenti ai fornitori.
Il Consiglio comunale prepara un ordine del giorno su quanto successo ieri in piazza Deffeyes, soprattutto per le risorse agli Enti locali. A rischiare sono le manovre anticrisi del Capoluogo, a partire dalla riduzione delle tasse per le aziende da circa 2,5 milioni.
Appena cominciata l'adunanza si chiude. La mattinata servirà per coprire la "falla" di ieri, con due articoli delle misure anticrisi saltati. La Presidente del Consiglio Rini: "Spettacolo indecoroso".
In serata, però, il gruppo Lega ha proposto al Consiglio un accordo per cercare di trovare un emendamento condiviso sul tema. Ora i Consiglieri lavoreranno per trovare una soluzione che consenta ai lavoratori dell’Usl di percepire l'indennità Covid.
L’ordine del giorno, presentato consiglieri Mossa (M5s) e Restano (VdA Ensemble) impegnava la Giunta a permettere, in tempi brevi, la riapertura dell'attività di tate familiari cosicché le famiglie possano usufruire degli stessi trattamenti e sostegni economici di cui beneficiavano prima del “lockdown”.
Il movimento, in una nota, chiede alle istituzioni di trovare sedi alternative: "La scuola dopo mesi di lockdown non può richiudere le porte appena riaperte”.
Mentre si discute il terzo "pacchetto", in aula aleggia l'ipotesi di un ulteriore provvedimento anticrisi. Le risorse sarebbero drenate dagli utili delle partecipate e dal non pagamento allo Stato, per due anni, del contributo di risanamento della finanza pubblica. Ipotesi che, per ora, resta tale.
Gli atti approvati sono stati proposti dalla Lega Vallée d'Aoste e uno da Adu VdA. Gli ultimi due chiedono un piano di riapertura delle scuole nei piccoli comuni per alleggerire i plessi più grandi, il secondo per consentire il regolare avvio dell'anno scolastico tutelando i docenti precari.
L'Assessore alla Sanità, in Consiglio regionale, difende l'operato del comparto sanitario durante l'emergenza sanitaria: "È successo qualcosa di molto grave, si è combattuta una guerra con un nemico che non si conosceva”. E annuncia la riapertura dei consultori.
La sospensione, una riunione dei capigruppo per cercare di concertare tra i movimenti il voto all'assestamento di Bilancio, non è servita. Cognetta (VdAlibra), rientrato in aula, spiega: "Dal governo nessuna voglia di fare accordi".
“Con questa deliberazione - spiega l’Assessore alla Sanità Baccega – si proroga di un anno il precedente piano 2017-2019 a seguito dell’assegnazione dei nuovi fondi, per ciascuna annualità di riparto statale 2018 e 2019".