Referendum consultivo, il prossimo Consiglio Valle “sarà un momento di verità per tanti”

A dirlo il Comitato per la riforma elettorale, che se da un lato cerca di tenere alta l'attenzione nel dibattito pubblico, dall'altro si chiede "che faranno i 35 consiglieri ed i vari gruppi". E, con un po' di strategia, cerca di "stanarli" dalle proprie posizioni.
Il Comitato per la riforma elettorale
Politica

Di principio è arrivato il “niet”, con la mozione presentata dai consiglieri Minelli, Erika Guichardaz, Baccega e Marquis giudicata inammissibile. Poi il più classico dei plot twist: il punto all’ordine del giorno sul Referendum consultivo sulla proposta di legge elettorale – che prevede anche l’elezione diretta del presidente della Regione – verrà discusso nel Consiglio Valle in agenda mercoledì 13 luglio.

Non contento, il Comitato per la riforma elettorale continuava – a stretto giro – a battere il proverbiale ferro finché fosse caldo, auspicando in una nota “un voto unanime del Consiglio regionale”.

Comitato che non riesce a rimanere “con le mani in mano” in attesa dell’assemblea. Anzi, sembra non vedere l’ora che si arrivi al voto in aula: “Il Consiglio regionale del 13 luglio sarà un momento di verità per tanti – si legge in un comunicato -. È in discussione una Deliberazione della Presidenza del Consiglio per decidere sulla indizione del referendum consultivo sulla riforma del sistema elettorale regionale. Una grande occasione, visto che è la prima volta in cui si può fare un referendum consultivo di iniziativa popolare e su un tema di grande rilevanza come il modo di eleggere il Consiglio regionale, il Presidente e la Giunta. I cittadini valdostani possono finalmente dire la loro su una scelta fondamentale per il buon governo della Valle d’Aosta”.

Cosa succederà in Consiglio?

L’occasione, però, è anche quella per “fare di conto”: “Che faranno i 35 consiglieri ed i vari gruppi presenti in Consiglio regionale – è la domanda esplicita -? Il Comitato per la riforma elettorale ha lanciato un appello per una intesa trasversale che riguardi tutto il Consiglio e auspica un voto unanime a favore dello svolgimento del Referendum consultivo”.

Auspicio “non privo di fondamento se teniamo conto di dichiarazioni pubbliche di vari esponenti politici e se consideriamo vari aspetti”, si legge ancora, a partire dalle certezze come il sicuro “voto favorevole dei consiglieri di Pcp e di Forza Italia che fanno parte del Cre e hanno presentato due proposte di legge che hanno in comune la questione centrale: l’elezione diretta di maggioranza e Presidente”.

Dopo le “scintille” – e l’aperta contestazione – il Comitato dà per certo (usando un po’ di “psicologia inversa”) anche il voto del presidente del Consiglio Alberto Bertin “che in questa vicenda ha un ruolo importante. È logico un suo voto favorevole perché si tratta di una sua proposta di deliberazione, ma anche perché sarebbe coerente con le sue decennali affermazioni sulla importanza e centralità degli strumenti referendari”.

Non solo, perché poi tocca al “Gruppo Pd” del quale, prosegue il Cre VdA, “è nota l’indicazione data dal segretario, Luca Tonino, che ha pubblicamente e più volte dichiarato che il voto sarà  favorevole allo svolgimento della consultazione referendaria“.

Per le altre parti tutto è da scoprire: “La posizione della Lega pare più incerta – spiega il Comitato -, ma dovrebbe saper cogliere l’opportunità offerta dal referendum per arrivare ad un effettivo cambiamento del sistema elettorale valdostano; si tratterebbe del resto di un comportamento coerente con la posizione leghista in tutte le Regioni italiane”.

Se con il “Carroccio” si tenta la carta più “seduttiva”, diverso è con il Mouvement nonostante “anche nell’Union Valdôtaine albergano posizioni diverse dice ancora il Comitato referendario cerca di pungere nell’orgoglio: “Però è un movimento che dice di essere vicino alpeuple valdôtain’, paladino dell’ascolto del  territorio e della partecipazione popolare, ammiratore dell’esempio luminoso della democrazia referendaria svizzera”.

“Infine per quanto riguarda il consigliere Claudio Restano dovrebbero esserci pochi dubbi sul suo voto favorevole, coerente con la firma che ha apposto sotto la richiesta di referendum consultivo e con la posizione del suo gruppo politico di riferimento che fa parte del Cre”. Per questo “l’auspicio del voto unanime è quindi fondato – dice ancora il Comitato -. Certo è che il Consiglio regionale del 13 sarà tutto da seguire”. Chiudendo il cerchio da dove l’ha tracciato: “E sarà un momento di verità per tanti”.

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