L’uomo, un 24enne francese, è stato fermato per un controllo al Traforo del Monte Bianco, mentre era in uscita dal territorio italiano. L’Usl ha disposto la distruzione dei prodotti, giudicati inidonei alla vendita.
L’ufficio inquirente contabile potrà contare su due magistrati a tempo pieno. Lo ha annunciato il procuratore Atelli, nell’ambito di un incontro con i cronisti, assieme al presidente della sezione di controllo Della Ventura.
Il controllo è avvenuto in una struttura a Gignod. Il materiale è stato posto sotto sequestro e il titolare rischia una sanzione da 21mila a 120mila euro. Non emerse altre irregolarità igieniche o amministrative.
Si tratta di un 24enne kosovaro, residente in Francia, e di un 39enne macedone. Giudicati per direttissima, entrambi si sono visti infliggere dal giudice 8 mesi di reclusione, assieme ad una multa da 20mila euro.
Un'organizzazione valdostana, dopo un contatto telefonico con un sedicente rappresentante dei Vigili del fuoco, si è vista recapitare, da un giovane qualificatosi come corriere, un pacco che prevedeva un contrassegno da 168 euro.
Confermata la sentenza del Tar che aveva bocciato il ricorso della “Mgroup Srl”. Il Consiglio Valle si accinge tuttavia ad una revisione degli obiettivi sensibili, con una variazione che appare rendere la norma meno stringente.
Il sequestro probatorio era stato attuato lo scorso 16 febbraio. La decisione di renderle ai proprietari è arrivata oggi dal Tribunale dei riesame, a seguito del ricorso dei nove indagati. Le motivazioni saranno note in trenta giorni.
Gli animali, al centro di un'iniziativa cui l'Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Valdostana stava dando corso, erano stati accolti in una stalla dell'alta Valle. Per almeno un capo è scattato l'abbattimento.
Il Tar della Valle d'Aosta ha bocciato il ricorso promosso dal Comitato Regionale per la Gestione Venatoria e la Federazione Italiana della Caccia – Consiglio regionale della Valle d'Aosta.
L'uomo ha tentato di entrare in Italia al tunnel del Monte Bianco, ma è stato individuato dalla Polizia di frontiera. Giudicato con rito direttissimo in Tribunale, si è visto infliggere 2 anni di reclusione.
Entrato in vigore oggi, lunedì 8 marzo, il documento stabilisce la trasmissione di maggiori informazioni ai giudici che decidono sul contenzioso familiare e la possibilità di abbreviare i tempi di fissazione di alcuni processi.
Gli accertamenti dei Carabinieri hanno riguardato anche il confronto di immagini della videosorveglianza e di testimonianze raccolte. Così, il titolare dell'albergo Courmayeur di via Roma è stato segnalato all'autorità giudiziaria e multato.
L'uomo, un 46enne kosovaro, si trova ora nella Casa Circondariale di Aosta dove deve scontare la pena di 11 mesi e 28 giorni di reclusione per la violazione delle norme relative all’immigrazione.
Sulle accuse mosse all’imprenditore e agli altri quattro imputati (i figli Gian Luca e Federica, nonché la nuora Paola Allietto, assieme al professionista Jury Corradin) pende una richiesta di sanatoria. Prossima udienza l’11 maggio.
L’uomo, vigile e cosciente all’arrivo dei soccorsi, è stato trasportato dal 118 al Pronto soccorso del “Parini”. Sul posto anche la Polizia locale per i rilievi del sinistro.
Il giornalista e il telecineoperatore a giudizio al Tribunale di Aosta sono stati prosciolti dall’accusa in un caso con formula piena e nell’altro per particolare tenuità del fatto. La Procura aveva chiesto sei mesi di reclusione ognuno.