L'incidente si è verificato poco prima di mezzogiorno, sulla strada statale 26, lungo il tratto stradale all'altezza dei supermercati. Sul posto è intervenuta la Polizia locale.
La vittima è un francese di una trentina d'anni, residente in Alta-Savoia. Stava procedendo con un compagno e si trovava in prossimità della vetta, quando è scivolato ed è caduto per un centinaio di metri.
Si tratta di una cittadina romena, che deve scontare tredici mesi di carcere. Finita in manette anche una 33enne camerunense, che ha esibito una carta d'identità belga falsa. La prossima settimana, inoltre, Polstrada impegnata nella campagna europea “Safety Road”.
Gli avvocati Francesca Peyron e Claudio Soro (che assistono anche l’ex assessore di Saint-Pierre Monica Carcea) hanno concluso nel pomeriggio di oggi, venerdì 11 settembre, la serie di arringhe dei cinque imputati.
Ai domiciliari è finito Omar Atioui, valdostano classe '98 e Simone Nerucci di Grosseto. La droga viaggiava attraverso servizi di corriere ignari del contenuto dei pacchi. Il percorso, tra Spagna Valle d'Aosta e Toscana, ricostruito dalla Polizia attraverso le chat su Facebook, Instagram, WhatsApp, Telegram e Wickr
Secondo i difensori Rebecchi e Cocco, il procedimento penale in cui è imputato il consigliere comunale sospeso vive sulla ricostruzione dei Carabinieri, ma “nessuno ha mai sentito dire di avere la percezione di una “locale” ad Aosta.
La vittima stava scendendo dalla vetta, assieme ad un compagno: i due non erano legati. L’incidente, sul versante svizzero della montagna, è avvenuto a 4.003 metri, subito dopo aver lasciato il rifugio Solvay.
Gli avvocati Pasquale Siciliano e Ascanio Donadio hanno ribadito nell'udienza di ieri, giovedì 10 settembre, che il ristoratore è “una brava persona”: “Se poi qualcuno, tra coloro che frequentavano il suo ristorante, se ne sia dimenticato, è un altro discorso”.
Intervista all’avvocato Corrado Bellora, co-difensore del consigliere regionale sospeso accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nel processo “Geenna”, in corso al Tribunale di Aosta. “Non è emersa alcuna prova” del reato contestato.
La prima arringa dell’udienza è stata quella dell’avvocato Raffaele Della Valle, del team difensivo del consigliere regionale sospeso, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La tesi: “Raso non ha mai sostenuto Sorbara alle comunali del 2015”.
La pena più alta sollecitata per il ristoratore Antonio Raso: 16 anni di reclusione. 12 anni chiesti per Nicola Prettico e 10 per Alessandro Giachino. Per Marco Sorbara e Monica Carcea, i pm della Dda di Torino hanno invocato 10 anni ognuno.
Il sostituto procuratore, 34 anni, era arrivato ad Aosta nel novembre 2015, quale prima nomina dopo l’ingresso in magistratura. In via Ollietti era addetto al dipartimento indagini sulla persona e la comunità familiare.
Iniziata la requisitoria dell’accusa. In aula, oltre al pm Castellani, anche il collega Valerio Longi ed il procuratore capo di Torino Anna Maria Loreto. All’arrivo degli imputati, Sorbara salutato dagli applausi di un gruppo di parenti e amici.
Piazza Deffeyes parla di “nuove graduatorie definitive” che saranno “disponibili in serata”. Alla base della revisione, una “criticità informatica” che “ha generato un mancato aggiornamento automatico dei dati inseriti”.
Chiuso, nell’ultima udienza a luglio, l’esame degli imputati, si aprirà la discussione. Spazio quindi alla requisitoria del pubblico ministero, alle richieste delle parti civili e alle arringhe dei difensori. Sentenza attesa il 17 settembre.
48 anni, l’ufficiale proviene dall’accademia di Bergamo. L’avvicendamento con il generale di brigata Raffaele Ditroia è previsto domani, mercoledì 9 settembre, durante una cerimonia in programma in mattinata alla caserma “Luboz” di Aosta.