Affidati provvisoriamente “Giacosa” e “Café du Théâtre”. Il Comune lavora su un nuovo bando per il Nazionale

Il teatro cittadino ed il bar annesso sono stati affidati provvisoriamente alla società Aosta Brewery Srls, sono in corso le procedure di verifica. Per lo storico bar su piazza Chanoux, chiuso nel febbraio 2020, il Questo bando è attualmente in fase di elaborazione.
Teatro Giacosa
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Due bandi – uno in fase verifica per l’affidamento, uno ancora da costruire –, per far tornare a “nuova vita” un angolo di Aosta che angolo non è. Che si affaccia, e affaccia la sua storia, nel centro pieno – anche, o forse soprattutto, culturale – della città.

Oggi, in Consiglio comunale, si infatti parlato di una zona focale di Aosta, che parte dal Caffè Nazionale chiuso dal febbraio 2020 – e arriva fino al TeatroGiacosa”, soffermandosi appena prima, al Café du Théâtre, il cui bando è stato rilanciato (nuovamente) a settembre 2020.

Dai banchi dell’opposizione Giovanni Girardini, Rinascimento VdA, chiede: “Ci risulta dai media che il bando per il ‘Giacosa’ ed il Café du Théâtre ha avuto una partecipazione, e che sono in corso le procedure di verifica. Da quanto appreso questa eventuale gestione stride con gli obiettivi condivisibili dati dal Sindaco per il recupero del Théâtre, da trasformare in un ‘Café etico’”.

Preoccupazione che arriva, per il già candidato Sindaco, dal fatto che il bando sia aggiudicato – in via provvisoria – alla società Aosta Brewery Srls, che gestisce il locale “Albirrificio” di Saint-Christophe, che potrebbe “uscire” dalla previsione del Comune per il Théâtre ed il “Giacosa”.

La Vicesindaca Josette Borre cerca di rasserenare il consigliere di opposizione: “L’iter è stato avviato dalla Giunta precedente, quando ci siamo insediati era quindi già avviato. Come Giunta apriremo di sicuro un dialogo con l’eventuale gestore rispetto all’offerta del progetto artistico, quindi per gli eventi e l’impostazione che vorremmo avesse il Giacosa, per la sua storia e per la sua particolarità. Questo però è un passaggio successivo, che arriverà dopo l’eventuale contratto. La predisposizione del bando era già avvenuta, attueremo ciò che potremo per gli indirizzi di gestione in fase di contrattualizzazione”.

Un bando per il “Nazionale”

Il Caffè Nazionale in piazza Chanoux ad Aosta
Il Caffè Nazionale in piazza Chanoux ad Aosta

Diversa la questione che riguarda il Caffè Nazionale. Nella sua mozione Sylvie Spirli, Lega, spiegava: “Il locale storico è chiuso dal 3 febbraio 2020, quando è scaduta la concessione tra il Comune proprietario e la vecchia. Il giorno stesso l’allora Primo cittadino aveva dichiarato che si sarebbe cercato di correre, con l’obiettivo di riaprire entro l’estate. Poi è subentrata l’emergenza Covid, e a distanza di oltre un anno siamo nella stessa situazione. Riteniamo che questo locale abbia un’importanza anche simbolica per la città. Chiediamo di sollecitare gli Uffici per pubblicare in breve tempo un nuovo bando per la concessione”.

Il Comune vuole andare in questa direzione, almeno nelle intenzioni. Borre, in replica, infatti spiega: “Per il Caffè Nazionale non ci fu un bando andato deserto, ma una richiesta di manifestazione di interesse. L’Amministrazione ne accolse alcune, il 14 febbraio 2020 la Giunta precedente deliberò lo scorporo del bando in due opzioni: l’offerta economicamente vantaggiosa, con il rifacimento dell’impianto elettrico per 32mila euro, più il restauro della sala decagonale per 339mila euro più Iva e degli interventi migliorativi; o quella dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma senza il restauro della sala. La delibera indicava che in caso fossero arrivate entrambe le manifestazioni di interesse sarebbe stata data precedenza alla prima, e noi restiamo di questo avviso. Questo bando è in fase di elaborazione”.

“La cifra dell’intervento è importante – aggiunge la Vicesindaca –, ma si tratta dei portici centrali e di una sala che ha l’attenzione anche della Sovrintendenza. I nostri Uffici stanno lavorando alla gara, ma non posso darvi date certe. Tutti abbiamo la speranza che, nel minor tempo possibile, si possa arrivare al nuovo bando”.

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