Aosta: parcheggi gratuiti ma non segnalati, gli incassi di Aps nel “lockdown” serviranno per l’emergenza

Dal 13 marzo al 20 maggio gli stalli blu del Capoluogo erano gratuiti ma i parchimetri erano accesi. Ne sono risultati oltre 4mila euro netti di ricavi. In Consiglio comunale si punta il dito contro la partecipata. I soldi verranno destinati alla gestione dell'emergenza.
Strisce blu
Politica

Succede, nella confusione creata dall’emergenza Covid-19, di perdere qualche pezzo per strada.

Ad Aosta, la notizia è emersa in Consiglio comunale questo pomeriggio – mercoledì 27 maggio –, c’è chi ha pagato i “parcheggi blu” anche quando ciò non doveva accadere, ovvero nel periodo dall’ordinanza del Sindaco Centoz di sospensione del 12 marzo a quella di revoca di una decina di giorni fa.

La mozione dei consiglieri del Misto di minoranza Lorenzo Aiello e Étienne Andrione fa emergere la “falla”, con quest’ultimo a spiegare, in tono un po’ “guascone”: “L’ordinanza del Sindaco forse non è stata letta da chi avrebbe dovuto interessarsene, ovvero Aps della quale Comune è socio unico. Infatti Aps non ha fatto nulla, i parcometri sono rimasti funzionanti, non sono stati coperti, non è stato bloccato il pannello solare che li alimenta, non ha messo nessun cartello. Il paradosso è che, quando si è ripreso a pagare gli stalli blu, ha invece posizionato un cartello per spiegare che il servizio non era più gratuito”.

Non solo: “Ci sono anche altri metodi di pagamento come EasyPark, e anche lì nulla era indicato. C’è la concreta possibilità che qualcuno abbia pagato per una grave negligenza di Aps che si è trasformata in un parcheggiatore abusivo, e che EasyPark abbia invece incassato”.

Possibilità che presto si fa certezza, come spiega il Primo cittadino Fulvio Centoz che cerca di mettere una toppa: “Dal 13 marzo è stata istituita la gratuità di sosta e Aps ha provveduto ad attuare l’ordinanza. Non è possibile disattivare i parchimetri perché si rischiava la perdita di dati, perché la maggior parte degli apparecchi ha 19 anni di servizio. Non era possibile neanche fare una riprogammazione perché la ditta ha sede a Milano”.

A questo si aggiunge, prosegue il Sindaco “il picco di attività al Tempio crematorio, con il dipendente Aps utilizzato lì a pieno servizio” ed il servizio della società “in house” nelle farmacie comunali nel mezzo dell’emergenza.

Nel dettaglio Centoz parla di poco più di 5mila euro di incassi durante il lockdown”, che assommano a 4.103,36 euro senza Iva, 107 dei quali arrivano da EasyPark.

“Al di là dei commenti giustamente fatti – prova il “gentlemen’s agreement” –, possiamo chiedere ad Aps, che ho già sentito informalmente, di versare la somma netta nelle casse comunali, che verrà vincolata a finalità emergenziali dovute al Covid-19 come per la spesa alimentare”.

Il dibattito è vivace, con qualche punta. Aiello pizzica: “Sono cose che per un privato si configurerebbero probabilmente come truffa”. Verducci (Misto di maggioranza), autore di diversi atti di verifica sull’attività della partecipata, rintuzza: “Qualche problema nell’amministrazione di Aps c’è sempre. Che i parchimetri non si possano disconnettere per non perdere i dati mi sembra fantascientifico”.

Centoz cerca di mettere una pietra sopra una mozione – emendata con il versamento a favore del contrasto all’emergenza, con il Sindaco a verificare la possibilità di rimborsare chi ha pagato indebitamente, se provvisto di scontrino –, cercando di tenere la barra dritta: “Non traccerei un identikit di Aps come qualcosa che non funziona. Ha commesso un errore, si è data subito disponibile a versare la somma non divuta al Comune e si è sobbarcata 300mila euro di incassi di multe che quest’anno, nel primo quadrimestre, non ha incassato. Ci sta la ‘tirata di orecchie’, ci sta segnalare una disfunzione. Non ci sta smontare Aps come se niente fosse”.

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