Il "pomo della discordia" è il vincolo di destinazione dei fondi. In una nota il gruppo consiliare pentastellato attacca: "la gestione dell'Union Valdôtaine & Co ha ribadito che le opere pubbliche devono servire soprattutto a chi le realizza". "Mouvement" che replica piccato: "Affermazioni gravissime".
Questa mattina l'Assemblea del Cpel ha preso di mira le modifiche al Dl 60 approvato venerdì in Consiglio Valle. Primi cittadini che vogliono un incontro formale con tutti i consiglieri ed il Governo per togliere il vincolo alle risorse.
A scriverlo è l'Amministrazione comunale che spiega come "a causa della mancata approvazione delle delibere relative ai debiti fuori bilancio per la copertura dei lavori di somma urgenza i due cantieri saranno bloccati”. In Val Vény sospeso anche il servizio di trasporto pubblico locale.
La maggioranza, dopo l'uscita di Sarteur, si trova in 7 contro gli 8 dell'opposizione. I lavori si incagliano già sull'approvazione dei verbali. Cassata la variazione di bilancio per il vallo dello Checruit, la minoranza si dice disposta al dialogo nel prossimo Consiglio, che rischia di essere l'ultimo per Miserocchi.
Il Comune di Aosta ha deciso di spendere una parte dei fondi messi a disposizione dalla Regione per il servizio di spesa a domicilio per famiglie bisognose. Il resto servirà per altre misure simili, in relazione all'evoluzione dell'emergenza.
Le risorse serviranno all'acquisto di tutti i beni e i servizi necessari a garantire la tutela della salute e della sicurezza a tutti agli studenti e al nostro personale scolastico valdostano.
Il lungo e faticoso iter che ha portato all’approvazione del disegno di legge n°60, cioè il terzo “pacchetto” di misure anticrisi, ha fatto discutere in aula e continua a tenere banco anche a sipario calato.
Finisce l'"odissea" del disegno di legge 60, contenente il "Terzo pacchetto di misure anticrisi " da 161 milioni. L'atto, rimodulato negli scorsi giorni dal "Gruppo di lavoro politico" è stato approvato dall'aula, a voto segreto, con 31 "sì".
Dure le parole di Franco Manes, presidente Cpel, sul taglio delle risorse votato in Consiglio Valle: “Questo è un insulto alla capacità amministrativa dei Comuni. La politica regionale non si ricorda più cosa è stato fatto nei territori".
La decisione in aula questa mattina, con l’approvazione – 26 i “sì”, 5 i “no” e 4 gli astenuti – dell’articolo, che prevede che le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale siano indette in una domenica compresa tra il 1° settembre e il 15 ottobre 2020.
Il "Gruppo di lavoro politico", dopo giorni di stallo, porta in votazione i due articoli modificati e riammessi in ordine del giorno. Per il bonus una tantum ai sanitari viene aggiunto un milione di euro. 11 milioni in meno per gli Enti locali, con i soldi ai Comuni che da 300mila passano a 150mila.
A spiegarlo è la consigliera di Adu VdA Daria Pulz, che ha presentato un emendamento al ddl 60 assieme alla collega di Rete Civica Chiara Minelli, per l'aumento delle risorse destinate alle misure di prevenzione della violenza domestica e di presa in carico delle donne maltrattate.
"Abbiamo accolto l'invito al dialogo - spiegano i coordinamenti regionali dei due movimenti -, dichiariamo con forza che il nostro voto non è in alcun modo in vendita".
Il "Bonus Covid" dovrebbe tornare in discussione senza grossi stravolgimenti. La quadra si è cercata sui finanziamenti agli Enti locali, con le risorse a disposizione per ogni Comune che scenderebbe così dai 300mila euro previsti alla metà, 150mila.