Le fiamme hanno interessato un ettaro circa di superficie dello stagno, una zona speciale di conservazione naturale che ospita numerosi invertebrati e specie tipiche degli ambienti umidi e acquatici.
E’ accaduto poco prima delle 16.30 di oggi, venerdì 28 aprile, in località Torille a Verrès. La Statale 26 è ora chiusa. Il traffico pesante viene deviato in autostrada e quello leggero su un percorso alternativo.
L’uomo era uscito per fare legna, ma la moglie, non vedendolo rincasare, ha dato l’allarme. E’ stato ritrovato non lontano da casa, ma con un problema ad un ginocchio, che lo aveva bloccato. Trasportato su una barella, è stato preso in carico dal 118.
Si tratta di Jean-Pierre Calliera e Roberto Emilio Calliera, della Vita SpA. La Procura ha conferito oggi una perizia, che dovrà accertare i motivi alla base dell’incidente in cui perse la vita Alberto Negri, 59enne di Verrès.
Le fiamme si sono sprigionate da una bombola di acetilene usata nello smantellamento delle rotaie del treno usato in passato per trasportare il carbone estratto. Gli operai al lavoro non erano nel tunnel e il rogo è stato domato.
In manette sono finiti giovani tra i 28 e i 41 anni, originari di Gambia, Guinea Bissau e Senegal. Risultavano tutti residenti in alloggi tra Aosta e la bassa Valle. Identificati oltre quindici clienti. Sequestrati vari quantitativi di stupefacente.
Gli alpinisti, di nazionalità francese, sono stati estratti dal Soccorso Alpino Valdostano: presentano una lieve ipotermia e sono stati trasportati in Pronto soccorso. L’incidente è avvenuto a quota 3.800 metri, sopra la capanna Gnifetti.
La segnalazione di mancato rientro a casa dell'uomo era arrivata intorno alle 20.30. La macchina dei soccorsi, composta da Vigili del Fuoco, Sagf, Sav, 118, Forestale e Carabinieri si è subito messa in moto, con uomini e mezzi, e poco tempo dopo l'uomo è ritrovato.
Il fabbricato in legno ospitava una compostiera e un co-generatore del sistema di riscaldamento della struttura. Le cause del rogo sono in via di accertamento da parte dei Vigili del fuoco. Nessuna persona coinvolta.
Simulati, per quattro giornate, la scorsa settimana, tre scenari di soccorso a persona sugli impianti di risalita di Rhêmes-Notre-Dame e Pila (Gressan). Interessati, complessivamente, una quarantina di Vigili.
Le manette sono scattate ai polsi di un 37enne, che ha dato in escandescenza con i Carabinieri che volevano procedere ad un controllo della sua abitazione, e di un 49enne di cui la compagna ha segnalato angherie protratte da anni.
L’uomo, recuperato dal Soccorso Alpino Valdostano, risultava ipotermico ed è stato trasportato al “Parini” per gli accertamenti del caso. L’allarme è stato dato attorno alle 9.30 di oggi, lunedì 24 aprile, dal compagno.
È in fase di conclusione l'intervento di recupero dell'alpinista caduto in crepaccio sul Monte Rosa, a 4.400 metri, da parte del Soccorso alpino valdostano. Le sue condizioni, che appaiono buone, saranno valutate dal medico dell'equipaggio..
E’ accaduto nella tarda serata di ieri, giovedì 20 aprile. I due ragazzi, di nazionalità tedesca, erano da due giorni sull’isolotto nella zona di Pont-Suaz (Charvensod), ma il maltempo gli ha poi reso impossibile muoversi. Sul posto anche Vigili del fuoco e 118.
La sentenza, pronunciata nella serata di oggi, giovedì 20 aprile, rende definitive le condanne per associazione di tipo mafioso nei confronti di Bruno Nirta, Marco Fabrizio Di Donato, Roberto Alex Di Donato e Francesco Mammoliti.
Lo scontro, tra la Hyundai i10 su cui viaggiava l’uomo e un autocarro Renault, è avvenuto attorno alle 15 di oggi, mercoledì 19 aprile, sulla carreggiata in direzione Torino, poco prima dello svincolo di Volpiano.