L’uomo, un piemontese sulla settantina, era uscito di casa ieri sera, ma non aveva più fatto ritorno. E’ stato trasportato in ospedale per i controlli del caso. Le ricerche si sono sviluppate via terra, impegnando più enti di soccorso.
La caduta è stata arrestata grazie al fatto che la corda si è bloccata lungo uno sperone di roccia. Trasportati al Pronto soccorso dell'Ospedale Parini di Aosta, gli alpinisti sono ora in fase diagnostica. Hanno riportato contusioni e traumi non gravi. Le loro condizioni sono buone.
E’ accaduto alle 10.30 di oggi, lunedì 2 agosto, sull'impianto “Furgsattel”, sopra Zermatt. L’uomo, un 30enne portoghese, è morto all’ospedale di Sion, dov’era arrivato gravemente ferito.
Nel primo sinistro, un’auto è finita contro il bordo della carreggiata e si è capottata. Nel secondo, un’auto e una moto hanno impattato. In entrambi i casi, intervenuti il 118, i Vigili del fuoco ed i Carabinieri.
La frana aveva occupato l'intera carreggiata, compromettendo la viabilità e coinvolgendo una vettura: il conducente è uscito autonomamente dall'abitacolo e non ha avuto bisogno di cure sanitarie.
Nel primo caso, attorno alle 22 a Pila, un mezzo è scivolato mentre accedeva ad un residence. Per spostarlo sono intervenuti i Vigili del fuoco con l’autogru. Alle 2, invece, un’auto è finita fuori dalla carreggiata a Gignod.
Sono stati ridotti, rispetto a quanto deciso dalla Sezione giurisdizionale della Valle d’Aosta, i risarcimenti dovuti alla Regione dai condannati. La sentenza rende anche definitive quattro assoluzioni.
Il corpo senza vita, nella zona sopra il rifugio dei Grands Mulets, è stato recuperato dal Soccorso Alpino Valdostano, su richiesta della Gendarmeria. L’uomo, di nazionalità francese, aveva lanciato l’allarme la scorsa notte.
Diffuse le foto di un uomo a quota 4mila, sul Breithorn, in pantaloni corti e canottiera. Il direttore del Servizio, Paolo Comune: “così, in caso di caduta in crepaccio, pochissime possibilità di sopravvivenza”.
L’uomo era fermo a 2.300 metri di altitudine, per un problema alla caviglia. I sorvoli svolti fino al calar del buio non hanno dato esito e si è quindi dovuto procedere via terra con squadre miste di Sav e Sagf.
E’ successo ieri, mercoledì 28 luglio, a Cogne. Giordano Pira, 43 anni, è accusato di furto per essersi introdotto nell'abitazione di un conoscente, dopo averlo accompagnato a prelevare ad un Bancomat.
Specializzate nel commercio di autovetture e in servizi logistici, le ditte - secondo le indagini della Guardia di finanza - dal 2017 avevano “omesso sistematicamente di presentare le dichiarazioni fiscali”.
I forestali guidati dal comandante Luca Dovigo sono stati scelti per le inchieste condotte nel 2020 sulla tutela e la vigilanza del territorio nella “Coumba freida”, con un’attenzione specifica all’indebita percezione di contributi europei.
All’uomo, originario del Mali, il giudice ha inflitto un anno e 4 mesi di carcere (pena sospesa). Per aver ostacolato la perquisizione cui lo ha sottoposto la Polizia di frontiera, è stato anche denunciato per resistenza.
I provvedimenti, che inibiscono a negoziare con la pubblica amministrazione, conseguono alla condanna, di un socio o rappresentante, per reati di truffa (ai danni dello Stato o per il conseguimento di pubbliche erogazioni).