Massimo riserbo degli inquirenti, in ore che appaiono cruciali per la soluzione del caso legato alla morte di Raluca Elena Serban, donna di origini romene trovata domenica 18 aprile in un palazzo di Aosta, con la gola tagliata.
Per il Tribunale Amministrativo Regionale niente cerimonia in presenza di inaugurazione dell’anno giudiziario, ma i dati sull’attività sono nella relazione realizzata dal presidente Silvia La Guardia per l’occasione.
La norma, impugnata dallo Stato, era stata approvata nel febbraio 2020 dal Consiglio Valle per rispondere alle preoccupazioni di cittadini e comitati sulla discarica di Chalamy ad Issogne. I primi commenti politici alla sentenza
Il candidato alla selezione straordinaria in corso si è rivolto al Tar, impugnando gli atti della procedura. Per i giudici, la Regione “in accordo con i competenti uffici ministeriali” dovrà “porre in essere quanto necessario” per il recupero del test.
La Squadra Mobile, da domenica, indaga sulla morte di Raluca Elena Serban, 32enne trovata morta in un alloggio di Aosta con una profonda ferita alla gola. L'autopsia della vittima verrà condotta congiuntamente con la Polizia scientifica.
Disposta anche, nei confronti del ristoratore, la sorveglianza speciale per quattro anni. Le misure proposte dalla Direzione Investigativa Antimafia ed accolte dal Tribunale di Torino, con un decreto depositato la settimana scorsa.
Continuano le indagini della Squadra Mobile e della Procura sull’omicidio della 32enne di origini romene scoperto nella mattinata di ieri, domenica 18 aprile, in un condominio di viale dei Partigiani ad Aosta.
La “Gruppo IVG Srl”, concessionaria delle vendite giudiziarie per il Tribunale, ha rinunciato alla procedura concorsuale ottenuta in novembre ed è quindi stata discussa l’istanza fallimentare depositata da un creditore.
Raluca Elena Serban, 32enne di origini romene, è stata trovata in un alloggio di viale dei Partigiani, ad Aosta, con una profonda ferita alla gola. Viveva da sola. E' stata la sorella a dare l’allarme. Non ritrovata l’arma del delitto.
L'incendio è stato spento nel pomeriggio. Sul posto, insieme ai Vigili del fuoco professionisti di Aosta anche i volontari di Arvier, Introd, Villeneuve, il Nucleo antincendio boschivo del Corpo forestale e i Carabinieri.
La nostra è l’11esima regione d’Italia della rete per la formazione civile contro le mafie attivata dall’associazione. Prima iniziativa, da giugno, un percorso formativo per dipendenti, amministratori pubblici e comunità.
L’incidente è avvenuto attorno alle 10.30 di oggi, venerdì 16 aprile. La vittima è residente in Francia. Era con un amico 22enne e, assieme, avevano scalato la montagna dopo aver passato la notte al bivacco Rossi e Volante, in Val d’Ayas.
A processo, per il decesso del piccolo Mohssin Ezzamal, avvenuto il 16 giugno 2017, ci sono l’adulto che lo accompagnava quel pomeriggio, il responsabile della gestione dell’impianto e tre bagnini. Il processo proseguirà il 4 maggio.
Il giudice Tornatore ha inflitto un anno e 6 mesi di carcere al pregiudicato Franco Musso, nonché un anno e due mesi ognuna a Cristina Angotzi (titolare, all’epoca dei fatti, del locale “Les Skieurs d’Antan”) e a sua cugina Monica Angotzi.
Dopo la modifica dell'accusa, passata a corruzione impropria, all'ex sindaco Domaine e al già assessore a Bionaz Petitjacques il Gup Paladino ha applicato la pena concordata di un anno e sei mesi. Proscioglimento, invece, per gli imputati di falso.
Le manette sono scattate ai polsi di un 32enne e di un suo parente 17enne, entrambi di nazionalità romena. I provvedimenti a carico di entrambi legati a reati contro il patrimonio. Erano a bordo di un’auto fermata dalla Polizia stradale.