“Ribaltoni”, inchieste, sospensioni. In cinque anni il “valzer” di presidenti e consiglieri regionali

Dal 2013 ad oggi la Valle ha avuto otto presidenti del Regione, sette solo dal 2017, contando l’eventuale Testolin “bis”. Tra i consiglieri in piazza Deffeyes il ricambio forzato – tra inchieste giudiziarie e sospensioni al seguito – è stato ancora più ampio. In attesa, archiviata “Egomnia”, di un nuovo equilibrio perso però da tempo.
Immagine di archivio
Politica

Chiusa con l’archiviazione l’inchiesta Egomnia in Consiglio Valle si apre un ennesimo scenario altro. Quello di un nuovo governo regionale guidato da Renzo Testolin – già presidente della Giunta fino alle elezioni del 2020 – e coinvolto anch’egli, all’epoca, dalle indagini.

Un nuovo governo regionale (rimasto oggi fuori dall’aula) che rappresenta anche un unicum nella storia politica valdostana – che fa il paio con la fine della passata Legislatura, la prima a chiudere anzitempo –: le dimissioni di un presidente della Regione. Dimissioni non dovute a “ribaltoni” assortiti, né a cambi di maggioranza o di equilibri politici.

Il che porta all’altro unicum tutto valdostano. Dalle elezioni del 2013 i presidenti di Regione sono stati otto in nove anni: Augusto Rollandin, Pierluigi Marquis, Laurent Viérin, Nicoletta Spelgatti, Antonio Fosson, Renzo Testolin, Erik Lavévaz. In attesa – quindi contandolo, sebbene ad oggi sia solo l’indicazione arrivata dal Comité Fédéral e al netto delle considerazioni emerse dalla richiesta di archiviazione di Egomnia, non certo leggere – che nasca il Testolin bis. Tutti o quasi segnati anche da quasi dieci anni di equilibrio precario. Quasi dieci anni di Consigli regionali con una maggioranza, risicata, a 18.

Se l’instabilità politica – il 18 a 17 resiste tutt’oggi, e si vedrà se Testolin sarà in grado di invertire la rotta, leggi “allargamento di maggioranza” –, è un dato ormai oggettivo, il valzer dei consiglieri regionali è stato figlio delle inchieste giudiziarie. Un effetto domino che – negli anni – ha cambiato molto la geografia del Consiglio Valle tra dimissioni, sospensioni (effetto della Legge 190 del novembre 2012, la cosiddettaSeverino”) e – di conseguenza – l’ingresso dei supplenti.

2017/18, i fondi dei gruppi consiliari e l’affaire Casinò

Dopo quattro anni complessi, con protagonisti assoluti dell’aula i “franchi tiratori”, spesso anonimi, il 14 febbraio 2017 la Corte d’appello di Torino condanna, tra molti ex, i consiglieri in carica Albert Chatrian e Patrizia Morelli (allora in Alpe), Marco Viérin (Stella alpina), Leonardo La Torre (Uv, ma i fatti contestati risalgono ai tempi in Fédération autonomiste), Raimondo Donzel e Carmela Fontana (allora entrambi nel Pd). La questione riguardava l’utilizzo dei fondi destinati ai gruppi consiliari tra il 2008 ed il 2013. Dopo l’intervento della Corte di cassazione, sul finire del marzo 2018, il processo torna a Torino – siamo a febbraio 2020 – rideterminando le pene inflitte.

Gli ultimi quattro consiglieri, per effetto della “Severino”, sono costretti a lasciare l’aula. Al loro posto – qui siamo nel marzo 2017 – i primi esclusi, rispettivamente: Paolo Contoz, Carlo Norbiato, Orfeo Cout – che resterà consigliere per soli due giorni, prima della prematura scomparsa – sostituito poi da Paolo Crétier e Andrea Padovani.

Nel novembre dello stesso anno, Ego Perron – all’epoca assessore regionale alle Finanze –, viene condannato a tre anni di carcere per via dell’indagine Bccv. A seguito, rassegna immediatamente le dimissioni dalla carica, mentre poco meno di un mese dopo arriverà il decreto di sospensione per via della “Severino”. Il processo vedrà, in Cassazione, l’assoluzione di Perron che allora, per l’applicazione della legge, verrà sostituito da Davide Perrin.

Nel frattempo, scoppia anche la “grana Casinò”, con la Corte dei conti – in sentenza d’appello – a condannare a 18 politici valdostani (in carica ed ex) a rifondere 16 milioni di euro per un danno erariale legato ai finanziamenti erogati da piazza Deffeyes alla Casa da gioco. Siamo ormai nel luglio 2021 quando sei consiglieri regionali attualmente in carica (Rollandin, Baccega, Testolin, Marguerettaz, Marquis e Restano) rischiano lo scranno. Con tempi stretti per versare i soldi – siamo a fine settembre 2021 – gli eletti rischiano così di decadere mentre si agita lo “spettro” della lite pendente.

Nel caso, si preparano altri avvicendamenti in aula, con la pattuglia di primi esclusi delle elezioni 2020: Gian Carlo Stevenin e Giovanni Domenico Aloisi (Pour l’Autonomie), Cristina Machet e Diego Bovard (Uv), Luisa Trione (Alliance – Stella alpina) e Jean-Claude Daudry (VdA Unie).

Avvicendamenti che, però, non ci saranno mai. Da un lato per il pagamento, avvenuto, da parte dei consiglieri condannati, dall’altro per l’intervento della Corte costituzionale che annulla la sentenza d’appello della magistratura contabile giudicando la ricapitalizzazione da 60 milioni del Casinò “esercizio di una funzione riconducibile a valutazioni di ordine eminentemente politico-strategico inerenti all’autonomia decisionale dell’organo politico della Regione Valle d’Aosta”. Ergo, un atto politico.

2019, le tre inchieste che hanno cambiato il Consiglio

Dopo l’era dei “ribaltoni” e dei “controribaltoni” – che hanno coinvolto i presidenti Rollandin, Marquis e Viérin, seguiti poi da Spelgatti – il 23 gennaio 2019, in piena notte, scatta il blitz con i 16 arresti dell’inchiesta Geenna (qui ricostruita nella sua interezza, compresa la “coda” di Egomnia). Tra loro c’è il consigliere regionale Marco Sorbara che verrà poi assolto in appello –, sostituito dall’ex sindaco di Quart Giovanni Barocco, primo escluso alle Regionali 2018.

A fine marzo, il 28, Augusto Rollandin, all’epoca ancora nel Mouvement, viene condannato per corruzione a quattro anni e sei mesi. Il proscioglimento per l’ex presidente di Regione arriverà solo nel settembre 2021, ma intanto cala anche in questo caso la “mannaia” della “Severino”. Al suo posto – siamo al 7 maggio 2019 – entra in aula il medico Flavio Peinetti.

Sul finire dell’anno, il 12 dicembre, durante l’udienza preliminare di Geenna, a Torino, viene resa nota l’esistenza di un’altra indagine, chiamata Egomnia. Nel giro di pochi giorni si scopre che, durante l’estate, una serie di avvisi di garanzia erano stati notificati ad Antonio Fosson (Pnv, allora presidente della Regione), agli assessori Stefano Borrello (Stella alpina) e Laurent Viérin (Uvp) ed al consigliere – e già assessore – a Luca Bianchi (Uv), che risultano indagati.

Due giorni dopo, il 14, i componenti della Giunta si dimettono, mentre Bianchi lascia le cariche di presidente della V Commissione e di capogruppo dell’Union. Tempo altri due giorni ed il 16 dicembre arrivano le dimissioni, anche da consiglieri regionali, di Viérin e Fosson (via lettera), seguiti da Bianchi e Borrello, che ha voluto essere in aula a spiegare la sua decisione.

Atto che, il 20 dicembre, cambia nuovamente gli equilibri di piazza Deffeyes. Da un lato, infatti, il vicepresidente della Regione Renzo Testolin diventa il nuovo vertice della Giunta regionale – ad interim –, dall’altro i consiglieri dimissionari vengono sostituiti – con delle surroghe, per alcuni di loro, con “brivido” – da Carlo Marzi (Stella alpina, per Fosson), Alessia Favre (Uvp, per Viérin), Luisa Trione (Stella alpina, per Borrello) ed Erik Lavévaz (all’epoca presidente Uv, entrato al posto di Bianchi dopo la rinuncia del primo escluso Domenico Avati), protagonista oggi di questa inedita “staffetta” al vertice proprio con Testolin.

2020, l’ultima sostituzione

Le elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020 portano gli ultimi scossoni, in ordine di tempo, tra le fila dei consiglieri regionali. Augusto Rollandin, dopo la rottura con l’Union – suo storico partito – fonda Pour l’Autonomie e decide di candidarsi. Su di lui pende ancora la sospensione (fino a novembre) in seguito alla condanna del marzo 2019, ma – dopo la “lista degli impresentabili” del presidente della Commissione antimafia Morra – il suo legale spiega come sia “presentabile, eleggibile e candidabile”.

Rollandin si candida e risulta il primo eletto di Pour l’Autonomie, ma a causa della “Severino” stessa (conclusi quindi i 18 mesi di sospensione previsti dalla norma) rientrerà in Consiglio Valle solo il 18 novembre. Per i primi lavori in aula della nuova Legislatura l’ex “Imperatore” sospeso era sostituito dal collega di partito Gian Carlo Stevenin, consigliere regionale solamente dal 20 ottobre al 6 novembre 2020.

Oggi, calato il sipario su Egomnia, tutto cambia di nuovo. Alla ricerca di un equilibrio politico i cui ricordi, ormai, si perdono nel tempo. Sperando che non sia – soprattutto in questo momento storico, nella “tenaglia” tra una guerra alle porte dell’Europa, la lunga coda di una pandemia ed una crisi energetica senza precedenti – uncambiare per cambiareo addirittura perché nulla cambi. Perché un cambio di passo, una politica che si vuole con la “P” maiuscola, è quello che chiedono, o dovrebbero chiedere davvero, oggi i valdostani.

2 risposte

  1. Ricordare è un dovere. Dunque, tutti coloro che, hanno vissuto in consapevolezza, l’oscuro periodo stragista di questo nostro Stato, hanno, appunto, il dovere di ricordare e trasmettere alle nuove generazioni tutto ciò. Per onorare tutte quelle Donne e Uomini che, hanno persino dato la rispettiva vita ed il proprio sangue: per un pensiero di Paese unicamente rispettoso dei valori Costituzionali.
    E pertanto un pensiero totalmente differente dall’attualità; in cui siamo costretti a vivere.

    “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
    — Giudice Paolo Borsellino – tratto da un discorso pronunciato ai cittadini siciliani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Politica
Politica

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte